EVASIONI CULTURALI

Lara Bellotti Agente Letterario

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Presentazione Antologia 10 gocce d’autore a Lanciano!

Dopo il Salone del libro l”antologia 10 gocce d’autore continua il suo tour a Lanciano, presso la sala congressi comunale.
Grandi emozioni tra musica e poesia!
La cosa più bella: vedere il pubblico emozionarsi!

Festa di Borgo Albergati con l’autore Andrea Righi

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Andrea Righi sarà presente con la sua opera “Samhain” il 29 Luglio!! Seguitelo! Venerdì 29 – ore 21.00 Spazio Libreria )La libreria del Bosco) Orizzonti di Parole. Viaggio nella mente dello scrittore emergente: l’esperienza e i lavori di Andrea Vincetti e Andrea Righi ———–> https://www.facebook.com/events/577357189098565/
Bosco Albergati
Via Lavichielle 6, 41013 Castelfranco Emilia
È lo spazio storico di Bosco Albergati che ogni anno, in occasione della Festa ospita, oltre a una vasta offerta di volumi, un calendario di eventi per ragazzi e adulti.

Alla Libreria si possono acquistare libri di tutti i generi, dalle ultime uscite ai grandi clsssici: narrativa, saggistica, manuali e libri per ragazzi.

Nella sala incontri si svolgono quasi ogni giorno approfondimenti su tematiche ecologiche ed economiche, presentazioni di libri, e letture animate per i bambini.
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Dal 15 luglio all’8 agosto 2016 torna, come ogni anno dal 1981, la Festa de l’Unità di Bosco Albergati a Castelfranco Emilia, una delle più attese e frequentate dell’estate in provincia di Modena.

Nella splendida cornice del parco secolare di Bosco Albergati, sono tanti gli appuntamenti in programma nelle tre settimane della Festa: dibattiti, conferenze, concerti, spettacoli giochi e animazioni per tutte le età.

Non mancano le occasioni per confrontarsi: spazio a conferenze, dibattiti, presentazioni di libri e proiezioni su temi di attualità, tanto nazionali quanto internazionali, come i diritti civili, l’immigrazione, l’economia, ma anche più strettamente locali e che fanno riferimento alla nostra regione, l’Emilia-Romagna, l’Unioni dei Comuni e così via.

La festa è poi un luogo ideale per divertirsi con gli amici e la famiglia. In programma, tante attività per i più piccoli – letture animate in libreria e laboratori presso la Ludoteca – e una vasta scelta gastronomica in grado di soddisfare le esigenze alimentari di tutti: piatti della tradizione, cucina etnica, grigliate, pesce, pizza, gnocco e tigelle e – novità di quest’anno – piatti vegani, vegetariani e per celiaci.

Tutte le sere infine si scende in pista per ballare, al ritmo delle migliori orchestre di liscio ma anche della musica latino-americana, reggae, boogie-woogie, country e disco.

Intervista all’autrice Alessandra Bucci

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Ho avuto il piacere di recensire l’opera di questa autrice, un libro dedicato alle donne, fatto di esperienze e di emozioni, ma andiamo a conoscerla un po’!

Alessandra vuoi parlarci un po’ di te? Come nasce la tua passione per la scrittura?

Sono una mamma, una moglie, una sportiva ed anche un’insegnante di lettere e la poesia, la letteratura e l’arte in generale, mi hanno da sempre affascinato. Sono una persona molto sensibile, poliedrica e piena di aspetti contrastanti, dall’interiorità sempre in fermento. Da quando ero una ragazzina dipingo per esprimere le mie emozioni più profonde e solo da qualche anno ho iniziato a scrivere, prima poesie e poi racconti. Provo, attraverso tali attività, ad illuminare i miei momenti “bui” e a fare ordine, almeno in parte, nei miei “grovigli” interiori. Il mio primo libro di poesie “I sentieri dell’anima” è uscito ad ottobre 2014 e da poco è stato pubblicato anche il mio nuovo lavoro dedicato alle donne, questa volta in prosa. Entrambe le copertine dei miei libri sono arricchite da una mia opera pittorica.

Hai scritto un’intera opera dedicata alle donne, molto vera e completa di emozioni, cosa ti ha ispirata a scrivere questo tema, qualcosa di particolare?

Ho deciso di dedicare questo mio nuovo lavoro alle donne perché sono convinta che il mondo interiore femminile sia molto più complesso di quello maschile. Ho cercato di far luce su certi aspetti misteriosi di questo mondo così affascinante e analizzando le mie donne, la loro interiorità, studiavo anche me stessa cercando di comprendere alcuni processi a volte totalmente imprevedibili e difficili da spiegare. Nell’affrontare le varie problematiche ho tenuto conto delle mie personali esperienze ma soprattutto mi sono ispirata alle testimonianze di tutte quelle donne che, durante l’arco della mia vita, hanno lasciato in me un segno indelebile regalandomi profonde emozioni.

Nel testo traspare in modo limpido il coraggio delle donne, ovvero quello di rialzarsi sempre di fronte a qualsiasi avversità, credere che sia effettivamente così, spesso non è semplice, a volte ci abbattiamo, ci sono messaggi ben chiari nel testo, vuoi darci ora il tuo personale?

Il libro si chiude con la frase: “Forse basta non perdere mai la speranza” Ed è proprio questo il messaggio che voglio trasmettere: qualsiasi cosa la vita ponga sul nostro cammino, si può superare. Ogni evento genera in noi un cambiamento che ci porta a ritrovare un nuovo equilibrio, a rinascere ogni volta. L’invito che porgo a me stessa e a tutte le donne che leggeranno il libro è quello di darci da fare con tutte le nostre forze affinché la rinascita si realizzi, anche quando tutto sembra perduto e gli ostacoli insormontabili perché la vita è in grado di sorprenderci ogni volta.

Sette storie, sette protagoniste, il numero sette è protagonista con loro, come è scaturita questa consapevolezza?

Questo numero, il sette, è il numero dei colori dell’arcobaleno, dei chakra, delle note musicali, dei giorni della settimana e di chissà quante altre cose ancora. Esso rappresenta l’unione tra il quaternario, umano, e il ternario, divino, e in quanto tale collegamento tra terra e cielo. Una donna concreta come me, con i piedi ben saldi per terra ma con lo sguardo volto al cielo alla costante ricerca di una luce, una forza, un sostegno che provenga dall’alto, non poteva scegliere numero diverso.

Hai già nuovi progetti in corso? Scriverai ancora in riguardo a questo tema o hai altro genere in cantiere?

Nelle mie pagine facebook, “Donne”, “Insieme è più bello” e, soprattutto, “Il mondo di Alessandra B.”, continuo a scrivere pensieri e poesie, magari prossimamente una nuova raccolta di poesie, pronta da tempo, vedrà la luce. Contemporaneamente sto scrivendo un romanzo dedicato al mare, il mio compagno di sempre (non potrei mai vivere lontano dall’implacabile distesa azzurra!) e a mio padre, che al mare ha dedicato la vita. In quest’opera sarà presente anche un’appendice che raccoglierà tutte le poesie dedicate al mare scritte in questi anni.

Nel ringraziarti, un’ultima domanda: sicuramente la scrittura porta all’introspezione, cosa hai provato nello scrivere questi racconti e cosa nel rileggere la tua opera?

Sono molto empatica ed emotiva, spesso leggendo un libro o guardando un film, le mie emozioni si trasformano in lacrime tanto sono intense le mie emozioni. Durante la rilettura dei miei racconti succedeva esattamente la stessa cosa, come se quei pensieri, quelle parole non fossi stata io a scriverle. Le mie storie, che spesso sono storie vere, appartenenti a donne a me molto care, prendono vita ad ogni rilettura e con esse riaffiorano tutte le emozioni provate durante la stesura.

Grazie Alessandra e un grande in bocca al lupo!

Lara Bellotti agente letterario
evasioniculturali@gmail.com

Anteprima del racconto “Il Castello” Autore Stefano Uggè

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IL CASTELLO

di Stefano Uggè

La piazza era gremita di gente intenta ad assistere ad uno spettacolo di sbandieratori e mangiafuoco. Le aste volteggiavano nel cielo e ricadevano in mano al giocoliere, che soddisfatto compiva un inchino al pubblico e riceveva un fragoroso applauso.
Mario e Sara erano distanti, ma riuscivano a vedere bene il funambolico show.
Il paese di Gradone si distende su una rocca, la quale, in cima, ospita un castello. Ai piedi della rocca c’ è la piazza, teatro di molte iniziative folkloristiche. In particolare, è molto atteso dai turisti lo spettacolo serale chiamato “presa del castello” durante il quale viene simulato l’attacco alla fortezza ai tempi del medioevo e termina con un suggestivo pianto color verdastro delle mura che contrasta il buio della notte.
Nonostante il cielo fosse stellato, sopra il castello si stavano riunendo strani nuvoloni neri, provenienti da ogni direzione e portati da un gelido vento che tagliava il viso agli spettatori.
Qualcosa di oscuro e inspiegabile stava per accadere, quella notte.
Mario guardava continuamente l’orologio, aveva prenotato la visita guidata alle 22.30 e non voleva entrare con gli ultimi gruppi. Sara era incantata dall’insieme di colori che producevano gli artisti nella piazza, e l’idea di visitare un castello di notte non l’affascinava. Sarebbe rimasta volentieri e il suo istinto femminile avrebbe avuto ragione…
I due fidanzati si incamminarono verso la rocca.
Si erano conosciuti un sabato, durante una serata trascorsa a ballare con gli amici. Si incontrarono per caso, scontrandosi sulla scalinata del locale, e fu subito colpo di fulmine. Un mese dopo si fidanzarono. Avrebbero dovuto trascorrere le loro prime vacanze insieme, con altri amici in Sardegna, ma una serie di contrattempi li aveva costretti a dirottare verso la Romagna. E il destino li aveva portati a fare quella visita.
L’entrata del castello era in cima al borgo di Gradone. Ci si arrivava percorrendo una strada in salita contornata di negozi. Erano principalmente piccole botteghe di artigianato locale, che esponevano i propri gioielli in legno, in ceramica e in ferro battuto. Gli articoli erano ammassati ma disposti con ordine, così l’ occhio veniva attratto dalla varietà di forme e colori. Camminando si trovavano anche Bar e Tavola calda, pizzerie e qualche libreria. E ogni altro tipo di attrazione turistica.
L’ultimo pezzo della strada era ripido e come se non bastasse, dissestato. Mario e Sara ci arrivarono col fiatone, seguiti da un gruppo di giapponesi impegnati a fotografare anche le cose più insignificanti e i loro ripetuti scatti si mischiavano alle voci confuse della gente.
Finalmente arrivarono. Davanti a loro si ergeva una possente struttura in mattoni che occupava tutto il perimetro della rocca. Da quella posizione si vedevano solo due delle quattro torri e il lato dell’ entrata principale. La luce dei lampioni sottostanti in contrasto col nero della notte, creava dei riflessi particolari, che davano al castello una strana tonalità rosa opaco. C’era qualcosa di inquietante in quelle mura, nell’ ingresso e nell’ atmosfera.
Il portone per accedere al castello era protetto da un pesante ponte levatoio in ferro nero e travi di legno. Le grosse catene che lo sostenevano erano agganciate a due anelli arrugginiti che spuntavano dal muro frontale. Guardando più in alto, in prossimità dei due angoli superiori del portone si vedevano due piccole feritoie, scure come la pece che, molto probabilmente, venivano utilizzate per guardare all’esterno senza poter essere visti. A rendere ancora più sinistro e caratteristico l’ingresso, vi era una tettoia in legno che ospitava un canale di scolo in rame lavorato, le cui estremità assumevano le sembianze di una testa di drago in procinto di sputare fuoco.
La comitiva passò il ponte levatoio ed entrò nel cortile principale, dove c’era la biglietteria.
Tutto il cortile era circondato da colonne di marmo color biscotto, che sostenevano la struttura soprastante. Ogni coppia di colonne formava un arcata ed in cima ad ognuna di esse c’erano delle figure scolpite. Erano civette. In qualsiasi punto del cortile, c’era una civetta in marmo che ti fissava con il suo muso schiacciato e i suoi occhi gialli e spalancati.
Sara, impaurita, si strinse contro il petto di Mario.
“Andiamo via, questo posto non mi piace, io odio quelle bestiacce!”
“Amore, non ti devi preoccupare di niente, sono solo sculture” disse Mario cercando di calmarla.
In passato, Sara era stata in qualche modo destinataria dei “messaggi”negativi di cui,secondo antiche tradizioni popolari, sono portatrici le civette e da quel momento aveva sviluppato un odio profondo verso il pennuto. Ricordava, che a 15 anni, mentre era seduta su una panchina a fumarsi di nascosto le prime sigarette con le amiche, all’improvviso, le si posò accanto una civetta. L’uccello rimase lì, a guardarla negli occhi e ad emettere il suo struggente verso, mentre Gloria e Anna cominciarono a prenderla in giro dicendole che era stata prescelta e che le sarebbe successo qualcosa di brutto.
Una settimana dopo, le morì la nonna, che fino ad allora aveva goduto di ottima salute.
A distanza di 10 anni, i ricordi di quell’incontro ravvicinato le turbavano ancora i sogni.
Il gruppo di visitatori, oltrepassata la prima rampa di scale, si incamminò verso la sala principale del castello dove, al centro, li aspettava la guida. La ragazza, alla vista del gruppo, sorrise e si avvicinò.
La minigonna rossa ondeggiava e lo spacco laterale lasciava intravedere le cosce lisce ed abbronzate. La ragazza vestiva una camicetta di raso bianca, sbottonata fino al seno, che aderiva perfettamente alla sua terza abbondante. I capelli, castani con riflessi rosso rubino, si appoggiavano dolcemente sul collo profumato di muschio bianco.
“Buongiorno a tutti, mi chiamo Eleonora e sarò la vostra compagna di viaggio per un paio d’ore, seguitemi prego” esclamò la guida mostrando i suoi denti bianchissimi.
Mario rimase sconvolto alla vista di quella grazia scesa dal cielo. Era alta e come se non bastasse, portava un paio di sandali bianchi col tacco, allacciati alle caviglie, che lasciavano scoperte le piccole dita pittate di viola.
Prima di entrare in quella stanza, Mario aveva immaginato di trovarsi davanti una donna bigotta sulla cinquantina, che sputava parole a raffica come fa una macchinetta che lancia palline da tennis, ed invece guarda un po’, gli era apparso un giovane angelo con gli occhi verdi.
Sara rifilò una gomitata nello stomaco a Mario e lo guardò indispettita. Si portò i pugni sui fianchi e lo fissò spalancando gli occhi, con la testa leggermente inclinata verso destra. Mario sorrise, cercando di sdrammatizzare e disse sottovoce :
“Ma amore! Lo sai che gli occhi sono fatti per guardare no?! Stai tranquilla!”
“Tranquillo, è morto! Stai attento tu, se no va a finire che te lo taglio!”
Quella donna, non era solamente bella, ma aveva qualcosa di intrigante e il suo sguardo si incrociava spesso e volentieri con quello di Mario.
Il gruppo, guidato da Eleonora, scese nella prima stanza visitabile: la sala delle torture.
“Mi raccomando, scendete uno alla volta e fate molta attenzione” disse Eleonora.
Scesero prima i giapponesi, poi Sara ed infine Mario. Aveva davanti a sé una trentina di scalini in cotto, larghi più o meno venti centimetri. Con cura, fece il primo passo e si accorse immediatamente che il suo quarantasei era troppo per quegli scalini così piccoli. Per evitare di cadere, decise di scendere camminando, molto lentamente, sul fianco. Sara lo guardava scendere, imbarazzata, mentre gli altri membri del gruppo ridevano sotto i baffi.
Giunto nella stanza, Mario rimase incantato dalla crudele bellezza di quel posto. Capì il senso del cartello esposto sul bancone della biglietteria: “PER I BAMBINI E LE PERSONE IMPRESSIONABILI E’ SCONSIGLIATA LA VISITA ALLA SALA DELLE TORTURE”.

…. seguite il racconto sul libro “Poche Storie” a breve disponibile !!!

(Lara Editor Rencensionist )

Recensione di “EmorA da uno stivale all’altro” in prossima uscita !!

COPERTINA TAMIANO

Tamiano Maria Antonia nasce a Lecce il 17/09/1974. Dopo gli studi artistici si Laurea in conservazione dei Beni Culturali. Lavora come pittrice e fumettista nelle scuole dove insegna saltuariamente. Da precaria insegna Italiano storia e geografia, nelle scuole di secondo grado. A contatto con i ragazzi, ha osservato il loro mondo.
Approda alla scrittura in punta di piedi, una passione che la porta alla stesura del suo primo romanzo attraverso il quale prova a farsi strada nel mondo della letteratura, proponendo, in una storia avvincente,proprio quel mondo che ha osservato e che osserva nel fare il suo lavoro. per cui ha molta passione come per la scrittura e l’arte.

RECENSIONE DI : “Emora da uno stivale all’altro” Romanzo

Scrittrice Antonella Tamiano

Ciò che abbiamo di fronte in questo romanzo, è la storia di una ragazzina di 13 anni, la cui vita non è stata per niente semplice, ma dimostra nonostante la fertile età una grande forza di volontà ,ed un carattere che ha la tendenza a non arrendersi di fronte alle avversità della vita.
La protagonista, Emora, è una ragazzina come tante altre, che ha una famiglia, si divide tra la scuola , le amicizie e gli interessi di ogni adolescente, combattuta per avere del tempo libero con i suoi genitori in quanto il padre spesso assente per lavoro. Vive con i suoi cari a Wellington, in Nuova Zelanda, questo è l’ambiente iniziale del romanzo, una città che lei adora ma……….. ad un certo punto accade l’impensabile, ed Emora si trova catapultata in un nuovo modo di essere e di vivere. I suoi sogni , i suoi progetti cambiano per forza maggiore, ma lei è perfettamente in grado di affrontare tutto questo quasi come una persona ormai adulta e consapevole, che dietro a tutto c’è una forza motrice, che la porterà a vivere in un contesto diverso forse difficile inizialmente, ma che si rivela alla fine una vittoria per se stessa e non solo! Riuscirà a trovare la strada per la felicità …ma come ?
Il lettore non può che essere incuriosito dalla trama di questo romanzo, che scorre libero.
L’autrice Antonella Tamiano, è riuscita nel suo scrivere, a dare al testo scene ben descritte ed amozioni intense, a tratti momenti di suspance molto piacevoli, un libro da vivere nella sua totalità, sia per la trama interessante, sia per il modo in cui è scritto , incroci di situazioni, di vite, le chiamiamo “coincidenze” ma spesso non lo sono, tutto è collegato e nulla diviso , la non dualità tra i personaggi e ciò che accade è stupefacente, soprattutto vista sotto l’aspetto di interiorità dell’essere umano.
Una storia forte, vera, che trasmette i valori umani che ormai si stanno perdendo, tra il web e gli smartphone. Ma non solo, è un insegnamento che vuole arrivare chiaro ai lettori.
Vivere e non sopravvivere, questo vale per gli adulti , ma molto in questo momento ed in questo contesto di vita attuale così duro, per gli adolescenti. La storia di Emora potrebbe essere la storia di uno qualsiasi dei tanti ragazzi/e del giorno d’oggi, consiglio quindi questo romanzo ad un pubblico si adolescente, ma io stessa leggendolo mi rendo conto che è un incoraggiamento ad una vita migliore, al non arrendersi di fronte alle situazioni che più portano sofferenza. Emora rimane se stessa nonostante le avversità , la sua “arma” si
chiama amore per chi la circonda, nonostante gli scontri, e le situazioni in cui si ritrova in questo percorso. Il valore dell’essere umano è in primo piano, e l’amore per se stessi e per gli altri e per la vita in generale è il motore Universale . Questo Antonella Tamiano con il suo romanzo “Emora da uno stivale all’altro” vuole trasmettere.
Non posso che invitare tutti a leggere questo romanzo, che mi ha dato molto, e lo ritengo un buon testo da divulgare nell’ambiente scolastico come testo di lettura.
Ringrazio personalmente Antonella Tamiano per la sua capacità di trasmettere emozioni e sensazioni che appartengono alla vita di ogni persona.
( Editing e recensione di Lara Bellotti )

“La ragazza di Genova” Scrittrice Francesca Fiumara

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Loren è una ragazza di soli diciassette anni, nata e cresciuta in una famiglia disagiata. La sua vita è un vero inferno: suo padre, rozzo e violento, la costringe tutti i giorni a chiedere l’elemosina in via XX Settembre insieme a Mery, la sorellina più piccola e cagionevole di salute fin dalla nascita. Niente amici, niente scuola, niente divertimenti. Nemmeno sognare era possibile…… Più passavano i giorni, più in lei cresceva odio e rancore verso la sua famiglia. Poi un giorno Mery si ammalò gravemente e fu ricoverata in ospedale. Così Loren si ritrovò sola… sola a combattere con un uomo che non aveva nessuna pietà di lei. Doveva prendere una decisione, doveva cambiare la sua vita e quella di sua sorella. Una sera, dopo l’ennesima furiosa lite con il padre, Loren fugge, grazie all’aiuto della zia Teresa. Da quel momento in poi, grazie a quella coraggiosa e sofferta decisione, la sua vita cambierà per sempre.

2014, 48 pag.
€ 10 http://www.cavinatoeditore.com/

Le simpatiche avventure di Gigio e Sissi

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Descrizione
Gigio e Sissi sono due coniglietti che vivono insieme al signor Giuliano in una casetta vicino al bosco. Il loro desiderio è quello di uscire per esplorare quel bosco, così un giorno scendono nella cantina e trovano una piccola apertura da cui riescono a passare per uscire dalla casa.
Ogni giorno, Gigio e Sissi possono incontrare altri conigli come Fiocco, Gino, Lilli, Günter, Bunny, le simpatiche talpe Pina e Arturo, il gatto Pablo, la famiglia degli scoiattoli, i passerotti Pupo, Pia e Piopio e la magica Fatina Rossettina. In quella piccola foresta saranno tutti protagonisti di simpatiche avventure e grazie alla Fatina vedranno un luogo meraviglioso di cui nessuno aveva mai sentito parlare: il Ponte dell’Arcobaleno. Casa Editrice http://www.cavinatoeditore.com/

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