Intervista Gianpiero Pisso Blog Tour Pieve Cipolla

Formato 15×21
N° pagine versione cartacea 312
€ 15,90
Isbn 9788899964337
N° pagine ebook 381
€ 5,99
Isbn 9788899964351
Collana: Tra serio e faceto
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Salve cari lettori,
oggi andiamo a conoscere l’autore Gianpiero Pisso con questa intervista, il suo romanzo Pieve Cipolla è pubblicato da Le Mezzelane Casa Editrice . Questo è un blog tour, legato a un give away lasciate quindi i vostri commenti qui sul blog, tra tutti coloro che commenteranno sui cinque blog e sull’evento creato ad hoc dalla casa editrice verranno estratte a sorte tre copie in ebook e una cartacea del romanzo.

Descrizione: Pieve Cipolla è un tipico paesino della Val Seriana, uno di quei piccoli paesi in cui la vita è un po’ rude, ma idilliaca, scandita dai tempi della natura e in cui non succede mai nulla. Gli anziani trascorrono il loro tempo giocando a carte, a bocce, bevendo qualche bicchiere di vino rosso in compagnia e raccontandosi le storie di tutti i giorni, perfino quelle che parlano di mostri orribili, creature terrificanti che giurano di aver visto tra i boschi e i pascoli della valle. I giovani invece attendono il momento propizio per lasciare il luogo natio, alla ricerca di fortuna e di opportunità concrete per le loro carriere. Tutto ruota intorno alle autorità riconosciute: l’autorità religiosa, rappresentata dal parroco; quella sociale e politica, impersonata dal primo cittadino e quella legale, vale a dire il maresciallo dei Carabinieri. Ma siamo davvero sicuri che la vita a Pieve Cipolla sia poi così noiosa? Leggendo questo libro non si direbbe proprio…

INTERVISTA

-D Perché hai scelto la Val Seriana? Luogo in cui è ambientato il romanzo.

Io sono nato e abito in provincia di Varese, sulle sponde del Lago Maggiore ma mio nonno materno era originario della val di Scalve, la valle adiacente alla val Seriana, precisamente di Pezzolo, una frazione di Vilminore, a quei tempi non più di 100 abitanti. Là trascorrevo parte delle mie vacanze estive e qualche volta mi recavo con i miei genitori anche durante la pausa natalizia. Questo è il motivo per il quale ho ambientato il mio romanzo umoristico Pieve Cipolla proprio in quella valle, dove ho scritto alcune scene del romanzo in paesi che ho visitato durante l’infanzia: Clusone, Alzano, Albino, Piario, Valbondione. Pieve Cipolla in realtà non esiste ma potrebbe rappresentare ogni paesino delle nostre valli alpine e anche appenniniche, quelle comunità, quelle enclavi che non sono sotto i riflettori della notorietà, composte da gente semplice, allevatori di bestiame, contadini, piccoli bottegai, la cui vita ruota attorno alle tre autorità costituite: quella religiosa, il parroco del paese, quella sociale/politica, il sindaco, quella legale, il maresciallo della locale stazione dei carabinieri. Ho inserito nel racconto molte reminiscenze giovanili, come la compagnia dello scopone, quattro perditempo che ogni giorno si incontrano al Circolo Bocciofila Ungaretti e si raccontano la loro vita, le loro avventure e aspirazioni, talvolta dolorose. Attorno a loro i personaggi tipici che esistono in molti paesi montani, spesso chiamati con nomignoli: “il professore” che professore non è ma è il più avveduto e posato, “Addolorata”, che è ipocondriaca e si sente addosso tutti i malanni del mondo, “Giovanna”, che gestisce il botteghino del Lotto a Clusone e offre ai suoi clienti i numeri della Smorfia, “Ersilia”, la mangiauomini del paese, “Uganda”, con un misterioso passato in Africa. Le caratterizzazioni sono tante e le trame si intrecciano pagina dopo pagina.
Il romanzo attinge ad un’ironia sottile, mai fragorosa e mai sopra le righe. Non ho mai inteso far ridere a tutti i costi ma ho puntato a una lettura piacevole, non certo impegnata ma che possa permettere al lettore di trascorrere alcune ore in pieno relax e bonariamente.

D- Chi è nella vita di ogni giorno Gianpiero, quali le tue passioni oltre alla scrittura.

Nella vita sono un ingegnere aeronautico in pensione, cui piace leggere, scrivere, dipingere ad acquarello, viaggiare e che ama lo sport, tutto, senza eccezioni. Ho una moglie, una figlia e un nipotino che adoro.
Quando lavoravo non avevo molto tempo a disposizione. Solo una volta raggiunta l’età pensionistica mi sono letteralmente scatenato, dedicando molto tempo allo scrivere.

D- Quando hai iniziato a scrivere? Hai vinto molti premi letterari, cos’è per te la scrittura, e perché leggere il tuo romanzo?

Come detto precedentemente è arrivato tutto con la pensione. Scrivere è stabilire un legame particolare con il lettore, condividere con lui le emozioni e i sentimenti che uno scritto può suscitare, uscire dall’ambito “personale” e tuffarsi “all’esterno”, un ambiente che non sai se ti sarà amico oppure contrario. Trovo una certa analogia tra lo scrivere e il corteggiare. Non cerca forse, lo scrittore, di far colpo sul lettore? Le sue pagine sono i suoi vestiti migliori, i suoi concetti e le sue trame le doti che cerca di mettere in mostra. Certo, a volte, proprio come un innamorato, può ricevere piccole delusioni ma questo fa parte del gioco. Il ritorno dai lettori, qualsiasi esso sia, dovrebbe sempre esserci. Solo accettando ogni critica e utilizzandola per rendere il prossimo libro migliore si può crescere in questa attività che, anche se non è un lavoro, è pur sempre una passione sconfinata.
Con Pieve Cipolla mi sono classificato al secondo posto al Premio Nazionale “Parole di Terra 2017” per editi e inediti. Con “La Profezia del cristo Pagano”, edito da Eremon Edizioni, ho vinto il Premio Nazionale “Le Porte del Tempo”.
Perché leggere il mio romanzo?
Sicuramente non per i premi ricevuti. Leggere è qualcosa di molto soggettivo, che risente delle inclinazioni personali, del modo di pensare, dei gusti di ognuno di noi, di come questo o quello stile di scrittura sia o meno nelle corde del lettore. Diamo per scontato che un racconto sia esente da sgrammaticature e da errori palesi temporali o storici. Dovrebbe leggere Pieve Cipolla chi sa sorridere, chi accetta la vita in tutte le sue sfaccettature, nella gioia e nel dolore, chi rispetta le opinioni degli altri, chi si rende conto come le persone possano essere tanto diverse le une dalle altre, chi preferisce l’ironia soft alla risata fragorosa di una barzelletta particolarmente divertente, chi vuole avere per qualche ora la mente sgombra dalle brutture della vita, chi ama scrittori come Giovannino Guareschi o Andrea Vitali.

D- Quali le tue letture preferite, e quale testo stai leggendo in questo periodo?

Leggo di tutto, tranne il rosa. Sto leggendo attualmente “L’ultimo campo di battaglia” di Simon Scarrow e ho pronto “La donna di Einstein” di Marie Benedict.

D- Quanto c’è di te nei tuoi testi?

A parte Pieve Cipolla, per le ragioni sopra dette, le altre mie opere sono romanzi storici dove di me non c’è nulla. Cerco sempre storie di personaggi poco conosciuti, che abbiano comunque lasciato un segno indelebile nelle loro esistenze.

D- Quale libro o genere non leggeresti mai?

Il rosa molto rosa.

D- So che hai scritto anche romanzi storici, se sono state necessarie, quanto tempo hai dedicato alle ricerche?

Ho scritto, come romanzi storici, “La profezia del Cristo Pagano”, edito da Eremon Edizioni, “La tela del Maligno”, edito da Eretica Edizioni e ho attualmente in lista di editing con Le Mezzelane “Le imprese del conte senza paura”. Sto attualmente scrivendo “Quando la luce squarciò le tenebre”, un romanzo che racconta la storia dell’invenzione della lampadina. Contrariamente a quanto è risaputo questa invenzione non è stata portata a termine da un’unica persona ma diversi ricercatori hanno dato il loro contributo e tra questi anche un italiano.

Per chi, come me, non è Pico della Mirandola il tempo necessario per la documentazione e la ricerca è il 90% del tempo totale trascorso davanti al pc. Navigo nel web sino a che non identifico il soggetto adatto sul quale ritagliare una storia. Quando lo trovo non è detto che poi tutto fili liscio perché potrei non trovare sufficienti informazioni storiche o imbattermi in buchi temporali troppo estesi.

D- Quanto tempo dedichi alla scrittura? Scrivi ogni giorno, o vai a ruota libera a secondo dell’ispirazione che ti arriva?

Usualmente la mia giornata può essere anche di 10 ore davanti al display. Prendo molti appunti a biro che poi, successivamente, vaglio e usando il pc inserisco nella storia. Cerco di scrivere ogni giorno ma molte volte a fine giornata mi accorgo di avere tanti appunti e solo poche righe definitive.

D- Come è scaturita l’ispirazione, e come l’idea di un paese che in realtà non esiste?

Non ho mai avuto problemi di ispirazione. Quando accendo il pc le idee mi frullano in testa come dentro una lavatrice. Il problema è, semmai, l’opposto. Tenere a freno queste idee e dedicarsi solamente a ciò che sia veramente fattibile, senza lasciarsi tentare da storie troppo scontate o troppo poco intriganti.

D- Hai nuovi progetti letterari in corso?

Con Le Mezzelane ho tre lavori già accettati: un’Antologia di 15 racconti brevi da 8/9 pagine l’uno. Cinque sono storici, tre di fantasia, tre romantici/sentimentali, quattro che fanno pensare e meditare.
La seconda opera è, come detto, il romanzo storico: “Le imprese del conte senza paura”, ambientato nella metà del 1800. La terza è il romanzo di fantascienza: “BT al di là del tempo”.

Come possono contattarti i lettori?

La mia e-mail è [email protected] Il mio sito twitter è @evvivailibri1
PAGINA FACEBOOK PIEVE CIPOLLA
Se volete la mia amicizia facebook non avete che da domandarla.

Grazie mille per la tua disponibilità!
Ringrazio l’intervistatrice e tutti i lettori che vorranno conoscere i miei scritti.

Io ringrazio invece te Gianpiero, e Rita Angelelli direttrice di Le Mezzelane Casa Editrice nonchè tutti i nostri lettori.

Lara Bellotti
Agente Letterario

BIOGRAFIA AUTORE

Gianpiero Pisso Nato in provincia di Varese, sul Lago Maggiore, dove attualmente risiede con la sua famiglia, l’autore è laureato in ingegneria aeronautica e ha, per molti anni, lavorato come dirigente industriale in grosse società italiane e multinazionali straniere. Ama viaggiare e dedicarsi alle sue tre principali passioni: scrivere, leggere e dipingere ad acquarello. La sua narrativa, sempre attuale e talvolta ironica, rifugge dagli eccessi e vuole proporsi come una lettura spensierata, disinvolta e scacciapensieri. Vincitore del premio nazionale “Le Porte del Tempo” 2012, categoria Saggistica, con l’opera: La profezia del Cristo Pagano, edita da Eremon Edizioni. Ha pubblicato anche con Kindle l’e-book Rudiobus, il cavallo d’oro e con Eretica Edizioni, nel 2016, il suo romanzo mistery: La Tela del Maligno. Con Pieve Cipolla l’Autore si è classificato al secondo posto al Premio Nazionale, editi e inediti, Parole di Terra 2016/17.