La Camminatrice e la resistente intervista a Maria Zaffira Secchi

Ciao a tutti!
Oggi vi presentiamo una nuova autrice approdata sul mio blog, Maria Zaffira Secchi, facciamo due chiacchiere con lei presentandovi il suo romanzo “La camminatrice e la resistente”. Legato a questo evento c’è un give away quindi commentate qui sul blog. Premi offerti dalla casa editrice: tra tutti coloro che commenteranno sui cinque blog e sull’evento creato ad hoc dalla Casa editrice: Le Mezzelane (clikkate sull’evento) verranno estratte a sorte tre copie in ebook e una cartacea del romanzo

Autore: Maria Zaffira Secchi
Formato 12×17
N° pagine versione cartacea 136
€ 8,90
Isbn 9788899964290 N° pagine ebook 139 € 2,49
Isbn 9788899964450 Collana: La mia strada
Pubblicato da Le Mezzelane Casa Editrice
Le Mezzelane Casa Editrice FB
LINK D’ACQUISTO LA CAMMINATRICE E LA RESISTENTE

Descrizione: Il libro narra di un carteggio tra due donne nascosto in una grotta. Le loro vite così diverse hanno in comune lo stesso rigoroso senso del rispetto, la fatica del movimento verso la comprensione, la percezione di essere un tutt’uno con l’universo. La natura, le stagioni, ma soprattutto i fiori, fiori di tutte le sfumature del blu, sono il filo conduttore di questo scambio epistolare che è dialogo e monologo, narrazione e riflessione, scoperta ed esposizione profonda dell’alterità delle donne, del loro vero essere interiore, così spesso snaturato e violato.

INTERVISTA

D- Chi è Zaffira nella vita di ogni giorno, e quando hai iniziato a scrivere?

R- Grazie Lara, è un piacere essere qui! Formalmente ho iniziato a 21 anni, pubblicando articoli di costume e culturali su un settimanale. E lavorando nella redazione RadioTV di emittenti locali. Redigevo la rassegna stampa nazionale alle 7:00 del mattino e poi i notiziari -quattro edizioni in mattinata! – Inoltre facevo servizi culturali anche come voce fuori campo per la TV-dove non volevo apparire- A 24 ero giornalista pubblicista. Ho iniziato a scrivere molto presto, credo di avere avuto sette, otto anni… raccontini, poesie, testi per canzoni che cantavo ovviamente da sola con la “mia” musica… ma ero soprattutto una voracissima lettrice, anche delle istruzioni sulla scatole dei detersivi in mancanza d’altro ! (rido!!) e lo sono rimasta. Sono molto curiosa e molto attenta ai dettagli di persone, case, ambienti. E mi pare di poter costruire storie e vedere ciò che potrebbe esserci dietro ognuno di loro. Mi piace ridare vita a vecchi oggetti, ho una buona manualità. Ho una passione per la natura, il giardino, le rose. Sono una inquieta contemplativa.

D- C’è un momento particolare della giornata in cui ti dedichi alla scrittura? Scrivi ogni giorno?

R- Mi piacerebbe avere la disciplina di certi scrittori/trici… Direi che il mattino è il momento di quella scrittura immediata pulita come la luce di quelle ore. In realtà scrivo ogni qual volta ne ho il tempo per farlo in modo continuativo senza interruzioni. Anche la notte. Spesso è il risultato di un “ruminamento ” mentale che favorisco facendo lunghe camminate all’aria aperta, attività manuali. Hai presente disegnare con la parte destra del cervello?

D- Ho letto con molto piacere il testo “La camminatrice e la resistente” com’è nata l’idea di questo libro e della sua ambientazione?

R- Abito in una regione, Il Friuli Venezia Giulia, che ha una storia di povertà, di difficoltà legate al clima soprattutto e alla storia di invasioni e di eserciti. Non è la mia terra di origine.
Ma ho imparato ad amarla: per i suoi spazi, per la sintesi, la sua operosità; qui ci sono ancora spazi privi di costruzioni, l’antropizzazione è meno presente che altrove nell’ Italia del nord-est; il suo essere terra di confine prima della caduta del muro di Berlino le ha permesso di conservare intere foreste, paesi di quindici case. Mi affascina la sua resistenza alla pioggia, al poco; la sua dignità nella povertà.
Forse le assomiglio. Randagia senza radici ho imparato cosa significa essere stranieri, ricominciare da capo, perdere casa e amici e scuola. Punti di riferimento dell’architettura. Spaesata.
Nata a Treviso ho vissuto a Milano, Treviso, Cortina d’Ampezzo. Ora a Udine.
La Camminatrice e la Resistente è anche il racconto della trasformazione del dolore del poco, sia esso un raccolto, un amore, un origine, una violenza, trasformato in quel tanto che basta. Qui e ora.
Non sono solo parole, nemmeno slogan. Io ci credo.
Credo nella gentilezza come fine e mezzo dell’esistenza. E nella sua pratica.
Ci credo così tanto che ho cercato di raccontarlo. Piacerà?

D- Quali le emozioni prevalenti durante la stesura?

R- La scrittura è scrittura. Può piacere o forse no. Può dire qualcosa o forse no. Tutto è già stato scritto. Quindi perchè scrivere? Me lo chiedo spesso e me lo sono chiesta durante la stesura. L’emozione principale è stata di camminare nel vento, come una lunga passeggiata chiacchierando da lontano con due persone affini.
Piuttosto… cosa sono le parole?
“Le parole pensano” ho scritto nel mio primo romanzo “I Sassi in Perle” .
Si lo credo davvero. Le parole hanno un compito speciale: di insinuarsi nelle menti e costruire pensieri, immagini, emozioni. Opinioni e convinzioni. Le strategie di marketing purtroppo insegnano: si può vendere qualsiasi prodotto, anche le opinioni politiche e muovere masse con le parole giuste.
Il mio parere di autrice è che vadano scelte, centellinate, messe al posto giusto, nella giusta declinazione separate dalla giusta punteggiatura.
Un colore è un colore. Ma nella mente di un pittore se dici giallo, verde o blu, cosa apparirà? Mi piace pensare che chi legge possa colorare con i SUOI colori le immagini che una parola, frase, pagina evoca.
Mi piace pensare che ognuno possa dare una sua versione di un racconto, di un libro, di una parola.
Senza l’ossessione contemporanea dello schieramento tra “giusto e sbagliato”.
Sono una lettrice vorace. Come molti ho visto film tratti da libri… qualche volta mi sono piaciuti, altre no; ma sempre, sempre mi sono sentita defraudata di un volto, di un paesaggio, di un interno, di un bucato messo ad asciugare. Io avevo visto altro: quegli occhi… quei fiori… quella collina… quel bacio… quella strada.

D- Due donne: ti senti più camminatrice o resistente? I due soggetti hanno in comune qualcosa, ci vuoi raccontare le diverse prospettive? Senza svelarci troppo 😉

R- “La Camminatrice e la Resistente” è nato dalla fantasia di dialoghi tra due donne che frequentano la natura, la ricerca di senso, il giudizio severo per il colpevole mondo in cui viviamo. Che non risparmia nessuno, si accanisce sui più deboli, premia sempre i “cattivi” e stordisce le coscienze.
L’ esperienza lavorativa radiofonica ha fortificato la mia opinione che le parole siano anche voce: una storia deve avere il suo ritmo musicale, i significati legati in armonia. Adoravo, letteralmente, ascoltare la radio da bambina anche piccolissima. Così piccola che non capivo fino in fondo i ragionamenti o i significati. Ma sentivo le intonazioni, intuivo il posto giusto di quella parola con la sua particolare inflessione. Ho molta cura di questo. Lo credo essenziale per la mia scrittura.

D- Ci sono poche figure maschili nel testo, c’è un motivo particolare?

R- La stesura mi ha interrogata sui contenuti: cosa potevano dirsi due donne cosi apparentemente diverse? E se fossero due uomini?
Sono convinta che la ricerca di consapevolezza attenga all’anima (non dirò cuore! Che orribile abuso si fa di questo termine!) e mi auguro che in futuro saremo Persone, non Donne e Uomini. Al momento non riesco ad attribuire al genere maschile la stessa capacità di ricerca e responsabilità che vedo nel genere femminile.
Non vedo sguardi, narrativa, coraggio, nudità come nelle donne. Se non raramente.

D- Viviamo in un contesto in cui tutto è un po’ grigio, in cui le persone non sono più tali, ma ormai quasi diventate “marionette del sistema”, probabilmente si sono persi dei valori, iniziando proprio con quello verso la nostra Madre Terra, ci vuoi raccontare il tuo punto di vista, e il messaggio che vuoi dare con il tuo scritto?

R- Non è fuga dalla realtà questo libro. Piuttosto la capacità, come in una super trafficata autostrada, di fermarsi in piazzola di sosta. Una sosta tutta fatta di vuoto di pensieri, una volta detti; piena di pioggia e nuvole e fiori e anima. Una meditazione.
Un severo giudizio sulla noncuranza del mondo in cui viviamo: scomparsi i luoghi di incontro, le istituzioni, le abitudini, come Z. Baumann diceva: “viviamo un tempo in cui non resta che correre; come i pattinatori su ghiaccio sottile non possiamo che correre perchè rallentare ci fa correre il rischio che il ghiaccio si rompa; non ci resta che correre sempre più velocemente”.
Chissà se mentre corriamo siamo consapevoli di quello che la corsa non permette di vedere? Delle infinite cose che ci perdiamo? Chissà se correre è davvero l’unica scelta che abbiamo… come individui responsabili, intendo.
La Camminatrice e la Resistente si costruiscono una specie di terza dimensione, non meno vera e concreta del mondo reale. Perchè esiste ed è semplicemente dentro si noi. Che costa fatica perchè non esonera dal guardare il “brutto”, il violento. Anzi, lo si deve fare con coraggio e assunzione di responsabilità.
Una Vera alternativa, che abita le loro coscienze e i loro gesti. Vera come il traffico, la crudeltà dei muri ai confini, i cambiamenti climatici.
Perchè se è vero che nell’ attualità contiamo poco, che siamo trattati come conti correnti, è altresì vero che quel che conta lo decidiamo noi. Quel che ci riguarda da vicino, in minima parte forse. Ma possiamo scegliere. E lo possiamo fare con un comportamento da lasciare ai nostri figli/e.
Niente più dell’esempio dato dal comportamento insegna.

D- Le protagoniste hanno un modo particolare di comunicare, io personalmente l’ho definito “animico”, tu come lo definiresti, credi (come me, ma questa è una mia riflessione) che ognuno di noi abbia un potenziale innato per una comunicazione “non a caso”? (per “animico” intendo la non dualità, in quanto anime che non si incontrano mai per caso, e che hanno una comunicazione molto empatica da subito, spesso senza bisogno di parlare troppo)

R- Penso che ognuno abbia enormi potenziali e talenti. La questione è il contesto in cui siamo chiamati a vivere; questo è un tempo difficile, tutto è cambiato con una velocità enorme, in 10 anni la tecnologia ci ha fatto fare un salto di quasi un secolo… cambiamenti così sono estremamente complessi per essere assimilati sia dalla collettività tanto più dal singolo …
Questo tempo così pieno di contatti ha escluso i corpi, l’aggregazione, sono scomparsi i modelli di comunicazione interpersonale tradizionali; e le persone più sole sono affaticate e confuse. L’attenzione è quindi tutta per “il fuori” da se’. Siamo molto lontani dalle emozioni, non le riconosciamo: ad esempio che la rabbia è sempre figlia di un dolore, e se non riconosciamo quel dolore poco possiamo sulla nostra rabbia.
Credo che sarebbe importante rivalutare i nostri talenti e la nostra intelligenza emotiva. Per questa ragione organizzo anche dei corsi di pro-socialità e miglioramento dell’autostima attraverso la creatività e la scrittura creativa qui presso il mio B&B “Il posto di Zaffira” a Udine.

D- Perché leggere “La camminatrice e la resistente?”

R- La mia speranza è umile: cercate la strada della gentilezza, della benevolenza; viviamo in un mondo così noncurante, possiamo cambiarlo e renderlo abitabile dai nostri figli/e e nipoti? Voglio credere di si, se impareremo a lasciare un segno personale un esempio di ricerca, di attenzione autentica, di osservazione dell’altro; non è metafisica, è un giudizio severo sul tempo che viviamo; sul degrado, la paura, la lontananza, l’esasperata comunicazione che ci tiene invece separati, l’ossessione della finanza, l’ingordigia che trasfigura l’ambiente. La strada è già dentro di noi. Stiamo assistendo a grandi cambiamenti e ognuno/a li attende con gli strumenti che ha. Tra i miei vi sono la coltivazione della radice che ci lega alla Terra. Pensieri blu a voi.
Spero che chi mi leggerà , nei blu, nella sintesi, in una sorta di assenza di trama, trovi la sua strada e i suoi colori. E la sua area di sosta esistenziale, un metodo per vivere al meglio.

D- Dopo questo bellissimo romanzo, hai già altri progetti letterari?

R- Ho appena partecipato con un racconto dal titolo “La terza volta” a una raccolta che verrà presentata a Milano al Politeatro , viale Lucania, 18 – ore 16 a ingresso libero il 26 Novembre prossimo in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, Cultura al femminile mille voci contro la violenza sulle donne
Sto lavorando a un terzo romanzo, una storia di diaspora di famiglie e di donne… ahaha tanto per cambiare. Al momento sono in fase di ricerca per la stesura, e sono nella fase “ruminante!…”
Collaboro, tra l’altro, con “Letteratura al femminile” interessante e coraggioso sito di scrittura dove potete leggere recensioni e dialoghi.
Grazie Lara!

Ringrazio te Zaffira per questo bellissimo dialogo che sicuramente ci apre la mente e il cuore. Non vi resta che leggere il suo romanzo!
Lara Bellotti
Agente letterario

BIOGRAFIA AUTRICE:

Nata a Treviso nel 1960, dal 1977 vive a Udine. Laureata in Scienze della Comunicazione, ha anche frequentato anche la Facoltà di Lettere-Filologia moderna.
Ha lavorato per emittenti Radio-Televisive redigendo servizi culturali. Si è occupata di progettazione e realizzazione di percorsi di Comunicazione Assertiva, di Orientamento e Alfabetizzazione per donne straniere.
Ha scritto per quotidiani locali e quotidiani online.
La si può trovare presso il B&B “Il Posto di Zaffira” a Udine, da lei gestito.
Nel 2008 ha pubblicato il romanzo “I sassi in perle”.
“La Camminatrice e la Resistente” è il suo secondo romanzo.

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