Recensione AMNESIA Paola Di Nino

Titolo: Amnesia
Autore/Autrice: Paola Di Nino
Editore: Leone Editore
Data di uscita: 24 Agosto 2017
Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 121
Prezzo cartaceo: 9,90€
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Paola di Nino al suo secondo romanzo “Amnesia” ci stupisce con una narrazione travolgente;
un’opera che cattura da subito l’attenzione del lettore, portandolo a vivere ogni singola scena, rimanendo con il fiato sospeso.
Alba, la protagonista, si sveglia in Africa gravemente ferita in un letto, senza ricordare nulla del suo passato e della sua identità; la accompagnano solamente le ferite molto profonde su una gamba, curate da chi l’ha salvata.
Durante le varie vicissitudini viene schiavizzata e maltrattata, ma non si arrende e nonostante tutto continua a chiedersi il perché di ciò che le accade, la sua memoria e i suoi sogni spesso la portano a flashback che la mettono ancora più in confusione.
Chi è veramente Alba? Chi la tormenta?
Un vortice, il suo, che pare non abbia una fine, ma come si dice “tutto torna” nella vita, inesorabilmente, dal passato al presente… e forse anche al futuro.

Cit.:
“Ma proprio quando avevo pensato di essere fuori pericolo qualcuno tenta di aprire la maniglia della porta. Resto paralizzata dalla paura… Nella mia mente all’improvviso si fanno spazio i ricordi… I miei occhi bruciano, lacrimano come ormai non avevano fatto da mesi, privata della capacità di provare alcuna emozione.”

Mistero e suspance avvolgono la sua vita e la storia narrata che scorrono velocemente fino ad arrivare a un finale totalmente inaspettato e sorprendente.
L’autrice tocca temi forti, forse scomodi, scrive senza veli verità purtroppo ancora esistenti nel mondo contemporaneo che, troppo spesso, restano nel dimenticatoio dell’essere umano.
Un libro che fa riflettere molto, da tenere in considerazione per ogni fascia di età dall’adolescenza in poi.
Dopo aver letto e recensito il suo esordio con il romanzo “Condannati a morte”, noto con piacere che l’autrice Paola Di Nino è migliorata sensibilmente nel suo stile di scrittura e nella narrazione che si mostrano decisamente dinamiche e scorrevoli.
Non vi resta che leggerla, non potrà che trascinarvi fino alla fine senza sosta.

Lara Bellotti
Agente letterario

INTERVISTA A PAOLA DI NINO:

Ciao Paola, eccoci al tuo secondo romanzo “Amnesia”, dopo l’esodio con “Condannati a morte” –

D- Il romanzo, sin dal titolo, ha un forte impatto. Anche in questo caso hai trattato temi forti, senza però rendere pesante lo stile, questo è già un bel passo avanti, e cosa non semplice, ma raccontaci come è nata l’ispirazione per questo romanzo, così forte e nello stesso tempo denso di significato.

R- “Amnesia” nasce da un sogno che ho fatto proprio mentre ero in Africa. Per questo motivo l’ambientazione e i temi africani. È stato uno dei viaggi più belli che io abbia mai fatto, perché mi ha permesso di avvicinarmi a una cultura completamente diversa dalla nostra, forte e selvaggia. Una cultura povera, che nella sua povertà mi ha affascinato perché mi ha permesso di riscoprire i veri valori che contano nella vita, quelli di cui invece è la nostra cultura forse a esserne priva. Quei piccoli oggetti o gesti che per queste persone rappresentano la felicità e la salvezza, noi li sprechiamo e li diamo per scontati. Ho voluto scrivere una storia che ci ricordasse l’importanza della semplicità, di come sia facile perdere tutto e anche di come siamo arrivati dove siamo a discapito di culture calpestate e distrutte.

D- Cosa ne pensi del raziocinio e della schiavitù, sono argomenti che purtroppo vengono messi da parte, ma esistono ancora violenze di questo tipo purtroppo, ce ne vuoi parlare?

R- Sono convinta che violenze e sfruttamenti di questo tipo sono ancora in voga in certe parti del mondo, ma non se ne parla abbastanza, o forse, non se ne vuole parlare. Sempre meglio far finta di non sapere, girare la testa dall’altra parte invece di intervenire e fare qualcosa. Il mio romanzo vuole essere uno spunto di riflessione su temi scomodi che hanno per certo invaso non solo i popoli africani. Durante la stesura di Amnesia, non mi sono affidata solo alla mia fantasia, ma ho fatto ricerche, guardato documentari, letto libri e risorse varie. E devo dire che è stata dura. Più indagavo, più portavo alla luce crudeltà e codardia, da parte di popoli potenti verso persone deboli e innocenti, incapaci di difendersi. Scelte politiche fatte con il solo scopo di arricchirsi, senza dar peso ai sentimenti, calpestando completamente i diritti e la dignità di altri esseri umani, trattati come bestie. Lo trovo ingiusto. E ancor più grave, la disperazione che ha portato molti africani a tradire il proprio popolo, la loro stessa terra, la loro stessa gente, per avere anche solo una possibilità di sopravvivere.
A tal proposito vorrei citare un passaggio di Amnesia molto forte, un dialogo tra un soldato di colore e la protagonista bianca Alba, prigioniera:
«Non mi guardare con quello sguardo incriminatorio. Cosa ne sai tu dei soprusi, cosa ne sai tu delle torture? Non hai idea di cosa si prova. Non hai idea di cosa ti costringono a fare quando non sei dalla loro parte. Non mi giudicare, capirai presto da sola.»
Il passato non si può cambiare, ma possiamo tutti imparare da esso, per non commettere gli stessi errori.

D- Le protagoniste di ambedue i romanzi, quindi anche di Amnesia, sono donne coraggiose e forti, chi è invece Paola nella vita di ogni giorno? Credo che, a prescindere, un po’ di questo coraggio sia il tuo, considerando gli argomenti veri e crudi dei testi, è così?

R- Devo ammettere che hai ragione, mi identifico in ambedue le protagoniste dei miei romanzi per quanto riguarda la forza e il coraggio che dimostrano nelle situazioni difficili. Affrontano la vita a testa alta anche quando sembra che non ci sia più niente per cui combattere. E anche io, seppure nel mio piccolo, cerco sempre di non abbattermi mai. Ho vissuto esperienze che hanno messo a dura prova il mio carattere e ne sono uscita sempre vincitrice. Dalla perdita di mio padre quando avevo solo cinque anni a un incidente a cavallo che mi ha quasi visto paralizzata. Anche sull’ambiente di lavoro non sono state poche le sfide, unica donna in un campo prettamente maschile, ho dovuto dimostrare il mio valore, come si suol dire, con le unghie e con i denti, scontrandomi spesso contro pregiudizi e ignoranza. Una strada che mi ha portato a non smettere mai di studiare e di impegnarmi, assunta attualmente dall’azienda leader mondiale delle telecomunicazioni. Nella vita di tutti i giorni sono una persona che vuole arrivare sempre a fondo di tutte le questioni, non mi accontento della superficie, preferisco la sostanza. Inseguo costantemente i miei sogni e non permetto a niente e nessuno di mettersi tra me e la realizzazione dei miei desideri. Gli ostacoli ci sono e ci saranno sempre, non li evito, li affronto. E quando cado, perché capita, è inevitabile, mi rialzo e imparo dai miei errori.

D- Quali delle tue passioni si celano dietro ai tuoi scritti?

R- Dai miei scritti penso che si evinca abbastanza chiaramente la mia passione per l’amore, per la giustizia, per la famiglia, per l’onestà e l’amicizia. Nel romanzo Amnesia ho messo inoltre molto della mia passione per la natura, per le avventure, per i viaggi e per le tradizioni africane.

D- Quale per te il momento della giornata più idoneo per la scrittura, se esistente. Hai un metodo oppure (come tutti gli scrittori) fai come me che ho sempre taccuino e penna in borsa?

R- A dir la verità non ho un momento idoneo o preferito. Anche perché spesso e volentieri è la scrittura che sceglie me e non viceversa. Non riesco a scrivere a comando, le idee a volte arrivano quando meno me lo aspetto. Ho sempre con me un taccuino e una penna, principalmente sul mio comodino. Perché le ispirazioni più grandi arrivano sempre attraverso i sogni per me. A volte mi sveglio durante la notte e scrivo senza fermarmi, come è successo per Condannati a morte e Amnesia. E, se posso rivelare una piccola curiosità, mi sta capitando sempre più spesso di avere dei sogni premonitori, che si sono realizzati in un modo o nell’altro, lasciandomi completamente senza parole. Quindi chissà, mi piace pensare, che da qualche parte nel mondo, Koray e Alba siano realmente esistiti.
Per quanto riguarda le poesie preferisco decisamente scrivere a penna, per un contatto più intenso con me stessa, più caloroso di una tastiera e uno schermo. Invece per la stesura dei romanzi devo rivolgermi verso la tecnologia, ma le idee, la trama, i personaggi, tutti gli ingredienti necessari, preferisco sempre svilupparli con carta e penna!

D- Quale libro è sul tuo comodino e quale non leggeresti mai?

R- Sul mio comodino attualmente c’è il libro del mio collega di Leone Editore Marco Vozzolo “Il valore delle piccole cose”. Libri che non leggerei mai sono i libri di Fabio Volo, nè le biografie di qualche calciatore, nè il genere fantasy.

D- Nuovi progetti letterari in corso?

R- Ho due libri nel cassetto che vorrei portare a termine. Uno segue perfettamente il mio stile ed è quasi concluso. L’altro invece si sta rivelando più sfidante nella stesura, è una storia intricata, un thriller, ho tutto chiaro nella mia mente ma non è sempre così semplice creare la suspense senza dare troppi indizi e nel contempo far evolvere la trama. Spero di riuscire nel mio intento così da sorprendere i miei lettori!

BIOGRAFIA AUTRICE
Paola Di Nino nasce a Milano il 29 Aprile 1986. Cresce a Novate Milanese, e tra gli impegni scolastici trova spazio anche per l’equitazione e la ginnastica artistica. È laureata in Ingegneria delle Telecomunicazioni. È una grande amante dei viaggi, del mare, delle lunghe passeggiate e delle cavalcate sulla spiaggia. Con Leone Editore ha pubblicato Condannati a morte (2015) e Amnesia (2017).