Recensione libro “condannati a morte” e intervista a Paola Di Nino

Copertina condannati a morte

Recensione di “Condannati a morte”
Autrice Paola Di Nino
(Leone Editore, pp. 117, € 9,00)
A cura di Lara Bellotti

Un romanzo ambientato in un carcere, lei la protagonista: una guardia carceraria, una donna con una sensibilità spiccata, ma anche con una forza innata, intrinseca, che svolge il suo lavoro per la giustizia e per l’educazione all’interno del carcere; non per i soprusi, e nemmeno per i compromessi.
Fratello e sorella, Koray e Azmiye, gli altri due protagonisti ingiustamente condannati.
In quella stanza buia, piena di polvere e odore di chiuso, in cui è costretta a rinchiudere il colpevole in isolamento sente la sofferenza e l’ingiustizia che avvolgono questa storia.
L’autrice fa testo a un’Italia del futuro, in cui vige la pena di morte, ma purtroppo come si dice spesso, “la legge NON è uguale per tutti”, e lo scrivo senza remore e senza paura, perchè è la verità, a prescindere dal testo che però ancora una volta ce lo ricorda e ci fa riflettere in proposito.
Quanta crudeltà ancora dobbiamo sentire? Quanta ingiustizia ancora l’essere umano deve subire, ma soprattutto: quanta voglia di vendetta inutile, e cattiveria gratuita ci permettiamo di dare? Quanta violenza ancora abbiamo voglia di subire?! Perchè pagare per un errore non commesso?
L’Essere Umano non è nato per soffrire, ma il rispetto e la dignità per lo stesso Essere dove sono finite?
Queste alcune delle domande e riflessioni provocate da questa lettura molto forte, dal “carattere notevole”, come quello della protagonista. Un romanzo che si può paragonare alla verità, a ciò che davvero accade nelle carceri, ben intrecciato però, con una storia d’amore travagliata e passionale, intensa d’anima.
L’autrice narra la storia in prima persona, e questo pone l’accento sulla perfezione delle descrizioni sia ambientali che emozionali; infatti posso dire di averlo letto in un fiato, completamente avvolta dalla storia e dalle emozioni che Paola Di Nino è stata bravissima a trasmettere.
Un’opera che si legge senza soste fino all’ultima pagina, e che per finale dona al lettore tante riflessioni e le risposte a domande che forse ancora pochi si pongono, oppure semplicemente… non vogliono porsele. Uno scritto che rimane impresso nel cuore, e non per breve tempo.
Benvenuti quindi cari lettori, nel mondo che pochi conoscono se non lo hanno vissuto!
Documenti modificati, traffico illecito… sono solo alcune delle componenti di questo racconto che può fare solo una cosa, oltre a emozionarvi: aprire gli occhi a chi legge.
Lo stile di Paola Di Nino è fluido, mai banale, scorre veloce, e coinvolge da subito; pochi i dialoghi in quest’opera, ma al suo esordio credo abbia fatto un ottimo lavoro.

Vi lascio con una citazione , con i complimenti all’autrice per la sua prima opera, ma soprattutto con il finale a sorpresa che leggerete!

“Lasciata sola con i miei pensieri, mi rifugio dentro una scatola
di cartone, priva di luce, priva di destino, priva persino dello
stesso vuoto. Sogno a occhi aperti, sogno a occhi chiusi, senza
sognare, senza sperare. Che sogno è un sogno che non si può
realizzare?”

Seguitela sul suo sito: www.paoladinino.it Booktrailer di Condannati a morte

Lara Bellotti
Agente letterario

Intervista all’autrice

Ciao Paola, ti ringrazio per questa opportunità nel recensire il tuo libro, mi è piaciuto molto!
Ora passiamo a te per conoscerci meglio e per farti conoscere al pubblico.

-Parlaci un po’ di te, come e quando nasce la tua passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura risale a quando avevo dodici anni, quando ho cominciato a scrivere i miei primi racconti e le mie prime poesie. Ricordo sempre con piacere e con orgoglio la mia insegnante di Italiano delle medie che ha creduto in me fin da subito e mi ha iscritto al mio primo concorso letterale in quel periodo. Una figura importante per me che mi ha sempre sostenuto. Negli anni ho sviluppato il mio stile e la mia formazione, senza mai dimenticare il mio percorso.

-Nel romanzo tocchi un tema forte, la vita in carcere, la violenze i soprusi e nello stesso tempo la forte volontà della protagonista guardia carceraria, come o da cosa sei stata ispirata?

L’idea, la storia e persino i personaggi sono arrivati a me in un sogno. Mi sono svegliata una mattina con la sensazione di aver appena incontrato una persona speciale, nella notte infatti avevo sognato di essere nella cella di isolamento con Koray, il protagonista del mio romanzo. Ha aperto il suo cuore e la sua mente e mi ha confessato ogni particolare della sua storia, della sua vita, della sua condanna e mi ha chiesto di raccontarlo al mondo. Non appena ho aperto gli occhi ho cominciato a scrivere e non mi sono piu’ fermata. Solo quando sono arrivata alla conclusione ho capito l’importanza di questo romanzo e del messaggio che vuole trasmettere, nella sua attualità e nella sua concretezza.

-I due protagonisti carcerati sono stranieri, credi ci siano pregiudizi nei confronti di chi non è italiano in special modo nell’aspetto giuridico? (purtroppo viene da pensarlo)

Purtroppo ho paura di si, penso che ci sia sempre un timore di base in ognuno di noi verso quello che non conosciamo a fondo e quello che non comprendiamo. Un timore che si espande in pregiudizio, un pregiudizio che poi si sviluppa in ingiustizia, un’ingiustizia che poi si concretizza nella violenza. E sta a noi il coraggio di non chiudere gli occhi e non giacere in silenzio, facendo finta di nulla. La protagonista del mio romanzo ha deciso di non nascondersi al sicuro. Sarebbe stato molto più semplice nascondere la testa sotto il tappeto e fare finta che niente di sbagliato stesse succedendo tra le sbarre del suo carcere, ma sarebbe significato rinchiudersi in una prigione ancora più devastante.

-Quanto c’è di te, Paola, nel romanzo? Quali le emozioni che hai provato scrivendo e poi rileggendoti?

Non nascondo di aver messo me stessa, la protagonista rispecchia a pieno i miei pensieri. Mentre scrivevo ho amato, ho sofferto e ho lottato fino alla fine con lei. Il suo carattere forte e le sue speranze per il recupero dei detenuti nascono da quello che io stessa sono e credo. E ogni volta che rileggo la mia opera, mi commuovo e allo stesso tempo sostengo le sue scelte e la sua voglia di combattere la corruzione e l’ingiustizia, rischiando la vita propria e dei suoi amati.

Ci stupirai ancora con un nuovo romanzo? Hai nuovi progetti letterari in corso?

I miei sogni e i miei viaggi continuano incessantamente a ispirarmi. Per il prossimo anno, 2017, è già in programma l’uscita di un mio nuovo romanzo, sempre con Leone Editore, una storia ricca di avventura, emozioni e colpi di scena che stupiranno e appassioneranno, assolutamente da non perdere! Nel frattempo sto lavorando anche ad altri due romanzi.

Biografia

Paola Di Nino nasce a Milano il 29 Aprile 1986. Laureata in Ingegneria delle Telecomunicazioni nel Settembre 2008, ed è nello stesso anno che ha inizio una brillante carriera lavorativa piena di soddisfazioni e di gratificazioni che la portano a espatriare in Svizzera, dove è residente da più di due anni. Nel suo tempo libero si dedica alle sue passioni più importanti, tra le quali l’equitazione, i viaggi e la letteratura.
Paola inizia il suo percorso nel mondo editoriale pubblicando due raccolte di poesie nel 2009 e nell’Ottobre 2015 esordisce con il suo primo romanzo « Condannati a morte ».
Al suo stile e ai suoi contenuti sono stati attribuiti durante il corso degli anni diversi riconoscimenti in prestigiosi concorsi letterari internazionali : semifinalista al Trofeo Penna d’Autore 2009, Finalista al Premio di poesia Città di Torvaianica 2009, Finalista al Premio Firenze Capitale d’Europa 2015, premio Speciale Profumo d’Autrice al Premio Cattolica 2016, Premio Speciale per tematica sociale al Premio Un libro per l’inverno 2016, Menzione d’Onore al Premio Il Golfo 2016.
Una vita caratterizzata da difficoltà e ostacoli che hanno messo alla prova Paola in molteplici occasioni, che hanno forgiato il suo carattere e le hanno fatto capire che la vita va vissuta a pieno in ogni istante, senza mai lasciare intentati i propri sogni e senza mai discostarsi dai propri valori. Rimasta orfana di padre a soli cinque anni, Paola ha dovuto fare i conti con la realtà forse un po’ troppo presto. Cresce una donna forte, proprio come la protagonista del suo primo romanzo, che non si arrende di fronte a niente. Sceglie un percorso di studi e lavorativo in cui la presenza femminile sta crescendo ma è ancora piuttosto bassa, nonostante questo tira fuori la grinta, continua a studiare e a farsi valere con ottimi risultati. Nel 2013 viene invitata a partecipare all’evento Cisco Girls in ICT come testimonial della sua esperienza lavorativa, a cui hanno fatto seguito diverse interviste. Nel 2014 viene assunta in una delle aziende di telecomunicazioni leader nel mondo.